Fallito il 12 febbraio scorso il tentativo obbligatorio di conciliazione previsto tra sindacati e componente datoriale. Per questo motivo la CISL FP, insieme a FP CGIL e UIL FPL, ha proclamato lo sciopero nazionale, per l’intera giornata del 17 aprile 2026, di tutti i dipendenti delle strutture nelle quali si applicano i Contratti nazionali di lavoro Aiop/Aris Sanità Privata, Aiop Rsa e Aris Rsa-Cdr.
Le motivazioni dello sciopero è ora ancor più chiara e senza equivoci: la reiterata volontà delle controparti datoriali di non procedere al rinnovo dei contratti collettivi nazionali del settore privato, attraverso la ritardata apertura delle trattative oppure, nei settori dove la negoziazione ha preso avvio, assumendo posizioni ostative e dichiarando in ogni occasione la loro intenzione a non procedere in ogni caso alla sottoscrizione dei CCNL fino a quando non sarà garantito il totale finanziamento dell’incremento del costo del lavoro a carico delle Regioni.
L’insistenza delle due associazioni su questa posizione è indicativa della loro volontà di scaricare di fatto il rischio d’impresa sulle spalle di lavoratrici e lavoratori e della collettività, una posizione per noi irricevibile. Abbiamo ribadito con fermezza la necessità di assumere responsabilità chiare e non rinviabili, sia da parte delle associazioni datoriali sia da parte delle istituzioni competenti.

Parliamo di contratti scaduti da 8 e 14 anni. Parliamo di un divario salariale che arriva fino a 500 euro al mese per un infermiere rispetto agli stipendi della sanità pubblica. Una condizione che sta alimentando la fuga di personale e mettendo a rischio la qualità dei servizi per le persone più fragili e per gli anziani nelle RSA.
Chiediamo al Ministero della Salute e alla Conferenza delle Regioni regole chiare che impediscano dumping contrattuale e rendano automatico il rinnovo dei CCNL alle stesse vigenze della sanità pubblica.
La mobilitazione prosegue nei territori, con presidi e richieste di ispezioni nei luoghi di lavoro. Il 17 aprile porteremo in piazza la voce di lavoratrici, lavoratori e professionisti che garantiscono ogni giorno un servizio pubblico essenziale.



